Monachiello
Munachiell'
«Sentivo dei passetti leggeri sul tetto di tegole, poi un peso sul petto. Era lui, col suo cappuccetto rosso vivo.»
Uno spirito dispettoso dalle sembianze di un piccolo monaco incappucciato, custode di antichi tesori.
L'atlante iconografico degli spiriti, delle apparizioni e dei mostri d'Appennino. Sfoglia le grandi tavole a inchiostro, consulta i dialetti e ascolta le voci registrate sul campo.
Munachiell'
«Sentivo dei passetti leggeri sul tetto di tegole, poi un peso sul petto. Era lui, col suo cappuccetto rosso vivo.»
Uno spirito dispettoso dalle sembianze di un piccolo monaco incappucciato, custode di antichi tesori.
Pullm'nar'
«Ululava al trivio graffiando le porte ferrate. Sapevamo chi era tra noi in paese, ma nessuno osava fiatare.»
Uomini colpiti da antica maledizione, condannati a mutare forma ferina nei pleniluni.
Gravusie
«Non potevo muovere un dito, né chiamare mia madre. Era lì, pesante come pietra focaia, col viso nascosto dai capelli.»
Entità crepuscolare e spettrale che immobilizza il respiro e popola i dormiveglia contadini.
Pruc'ssion'
«Le luci fioche salivano lente verso la collegiata, ma sotto non c'era rumore di scarpe. Solo un freddo che gelava il midollo.»
Sfilata silenziosa di anime penitenti che rischiara i vicoli deserti alle tre di notte.
Drag' d' Uers'leie
«Le ali sbattevano come lenzuola di rame tra gli elci. L'odore di zolfo restava nell'aria per giorni e giorni.»
Serpente alato titanico che vegliava tra i boschi sacri e le rupi del convento di Orsoleo.
T'rancin'
«Un fischio acuto tagliò il bosco a metà. Poi vedemmo i rami dondolare senza un alito di vento. Era il Tirancino che rideva.»
Agilissimo folletto dei fitti boschi, custode di sentieri montani e maestro di fischi ingannevoli.